La cura nelle cose della vita

Dal grammatico Alessandro: Non censurare e non redarguire in maniera offensiva chi parlando incappa in un barbarismo o in un solecismo, ma, con il giusto tatto, limitarsi a pronunciare l’espressione corretta, come se si stesse rispondendo o manifestando la propria approvazione o analizzando la sostanza della questione, non il termine usato, oppure attraverso un’altra forma altrettanto garbata di rilievo” (Marco Aurelio, Pensieri)

Questa non è una lezione di grammatica; non si tratta neppure di un ammaestramento alle buone prassi educative; non lo sento neppure come un atto di cortesia o di tatto. Questo è l’approccio che tutti dovremmo tenere nei confronti degli altri e della vita. Non perdete tempo ad additarmi come buonista e non interpretate tutto ciò come un articolata rivisitazione della melensa ed inutile: “Se tutti avessimo rispetto per gli altri, allora …”. Si tratta di qualcosa di più complesso, rischioso: si tratta di una continua e costante ricerca di attenzione e cura per tutte le volte in cui ci approssimiamo a una vita.

Bornasco – Settembre 2012

 

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