LA MIA CASA NON PUO’ NASCONDERMI

 LA MIA CASA NON PUO’ NASCONDERMI (Di Sacchi Lorenzo) Qui dentro c’è un viaggio. Potrebbe trattarsi di una fuga a piedi o una fuga di pensieri. Manca anche la meta. Comunque ci sono dei gatti, la luna, uno strano marchingegno e scarpe. Ecco, scarpe dove provare ad infilare la vita.

BrevCasa pice estratto:

“Sospeso tra l’assenza di moto e il turbinio delle immagini il cuore esitava per lasciare spazio alla ragione che frugava, come un gatto famelico, tra i rifiuti dell’anima in cerca di una parvenza di forma: una risposta. Roba che la si può anche immaginare volendo: un vicolo scuro, umido, pieno di spazzatura: sostrato della mente, luogo inconscio dove stanare i desideri. La ragione sperava di scovarvi un perché, un’intuizione.

Il cuore, invece, era un po’ come un cane affamato che stava là, aspettando che quel gatto s’ingozzasse di sozzura, per poi azzannarlo agevolmente. Un gran tanfo; vapori dalle fogne confondevano i sensi.

Il gatto aveva in bocca qualcosa: un frammento d’idea. Poteva lasciarlo cadere concedendolo al cane e andarsene via; oppure trattenerlo tentando la fuga. Solo una delle due possibilità poteva salvargli la vita.

Muso a muso.

Il cane ringhiava, guardava il gatto e sapeva di quel brandello di carne; poteva abbaiare facendo fuggire il gatto, guadagnandosi quel pezzo di ciccia; oppure poteva farsi avanti tentando di abbrancare alla gola il gatto. Solo un caso dei due l’avrebbe sfamato.

Tutto stava fermo, cuore e ragione, l’uno teneva in pugno la vita, l’altra l’urto vitale. Il primo a muovere avrebbe scoperto le carte, il primo che muoveva passava in svantaggio. Potevano stare così per sempre, sarebbero morti in ogni caso. Conveniva provare, qualsiasi cosa ma provarla. Poi se l’idea si dimostrava buona la ragione avrebbe concesso al cuore di portarmi via, altrimenti il viaggio non si sarebbe fatto, perché non gli si trovava un senso: non si trovava un motivo.

Scrissi: “…e così vado via!”. Questo sembrava spiegare tutto. “e così”, però, era ancora la voce del destino.

Il gatto lasciò cadere la sua preda, il cane afferrò la carne. Il gatto ebbe salva la vita il cane non si sarebbe sfamato e l’uomo poteva andare.

Non c’era altro, davvero!”

LA MIA CASA NON PUO’ NASCONDERMI di Sacchi Lorenzo, in promozione qui

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