L’isola dei Bambini Rapiti – Frida Nilsson

Spoiler: Seppure non si entri nel merito del racconto, alcuni passaggi del post potrebbero anticipare aspetti della trama, senza però svelare nulla ai fini dell'evolversi della storia.

picture-for-lisola-dei-bambini-rapiti-frida-nilssonRomanzo adatto dagli 11 anni; Se letto con o da un adulto è un racconto adatto anche dai 7 – 8 anni.

Un’avventura ambientata tra isole incantate dalla neve e dai ghiacciai; abitate da marinai privati delle proprie navi, prese nella morsa di mari ghiacciati che nei mesi invernali non lasciano scampo. Marinai del nord segnati dalla salsedine, dal vento e dalle temperature gelide che disegnano nei volti solchi che scolpiscono sguardi arcigni e imperscrutabili e rendono gli animi incapaci di prendersi cura o preoccuparsi di una ragazzina, Siri, che ha deciso di partire da sola alla ricerca della sua piccola sorella Miki, rapita dal più crudele dei pirati, Testabianca, che dei bottini tiene per sé solo i bambini da impiegare nelle miniere di diamante… o qualcosa del genere.

E’ la cosa peggiore…” sussurrava. “Sì” sussurravo io in risposta. “Essere rapiti dai pirati e finire nel labirinto di quella miniera è la cosa peggiore che possa capitare a un bambino“.

Per i più coraggiosi, che cercano scariche di adrenalina, si incontrano anche lupi dagli occhi freddi e famelici e creature marine al limite del possibile.

A guardare bene riconosciamo in questo racconto le caratteristiche tipiche delle fiabe della tradizione popolare (le  funzioni che le caratterizzano). Si inizia con un rapimento, l’eroina parte alla sua ricerca abbandonando la casa e il padre, il viaggio è costellato da messe alla prova, vere e proprie lotte e vittorie, mezzi magici, aiutanti e l’immancabile lieto fine.

Quello che troviamo in questa moderna fiaba ambientata tra fantasmatiche isole frutto della immaginazione della scrittrice (Isola del Confine, Isola Grassona, Isola delle Balene, Isola Pallida, Isola dei Lupi, Isola dell’Onda del Nord, etc.) e vascelli dal sapore nordico sono tanti aspetti che faranno bene ai giovani lettori e potrebbero essere un buono spunto per noi, per una chiacchierata con loro, su ciò che accade a Siri cercando così di cogliere cosa accade ai nostri ragazzi tutti i giorni a scuola, nei cortili o nei parchi.

Il coraggio. L’assenza degli adulti. La forza della natura che non va mai sottovalutata. L’alchimia dell’amicizia e le sue antitetiche sfaccettature. Il rispetto per gli animali. Il senso di colpa. L’idea che non è mai troppo tardi. C’è tutto questo. Ma anche il tema dello sfruttamento dei bambini. La responsabilità. E … non ultimo, che esistono delle conseguenze alle nostre azioni.

Personalmente però, di tutto ciò che accade, quello che ho sentito come l’aspetto più importante che fortifica i personaggi della storia, che li fa crescere, è la capacità – che Siri inizialmente subisce e successivamente impara a gestire – di “lasciare andare”. Al momento giusto. Se la storia ci insegna qualcosa secondo me è questo, saper vivere il più intensamente un rapporto e quando arriva il momento, quando non c’è altra possibilità bisogna saper accettare e accompagnare chi si deve allontanare da noi, per qualsiasi motivo si tratti. E’ come se chi narra la storia ci dica costantemente: la cosa che bisogna considerare non è tanto il fatto che quella persona non la vedrai più, ma la cosa più importante è che c’è stata. Per tanto o poco. Ma c’è stata. E quello che è stato serve per andare avanti, continuare, crescere.

La storia è semplice, anche se ben svolta. Non ci sono parti particolarmente descrittive o che ne spezzano il ritmo. Lo svolgimento si articola in funzione dei personaggi che Siri incontra. C’è anche un piccolo colpo di scena che serve per indirizzare l’esito dell’avventura. Anche se lo si intuisce un po’ prima è comunque ciò che ci si aspetta che accada. Ma questo, appunto come nelle fiabe della tradizione, non guasta… anzi forse rende tutto più interessante. La protagonista, Siri, è una eroina dei giorni d’oggi. Una ragazzina vera, fatta di emozioni vere, sensi di colpa, desideri, sogni, follia, rabbia, amore. E’ principalmente una bomba ad orologeria di emozioni. Emozioni vere che vanno oltre l’identità di genere e per questo la storia piacerà anche ai ragazzi. Anzi sarebbe proprio interessante ascoltare il punto di vista anche dei ragazzi, in quell’età in cui, senza pregiudizi, la differenza tra ragazzi e ragazze è un aspetto notevole.

Una curiosità la copertina dell’edizione italiana di Feltrinelli Kids è di Paolo D’Altan che ha realizzato le illustrazioni anche del Racconto: SALIS (soggetto e testo di Daniela Morelli) – Un’avventura distopica e crossmediale, una serie di racconti illustrati e animati (se vi interessa è anche in formato app book)… ne parleremo…

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